1 ottobre 2015 - 12:12 pm Pubblicato da

Condividiamo sulle nostre pagine una nota di riflessione di Franco Marino, pubblicata sul suo profilo facebook in data 30 Settembre.

SPAVENTARE GLI ITALIANI

Autore: Franco Marino
Post pubblicato su Facebook: https://www.facebook.com/FrancamenteParlando/posts/10207589157796829

 

Lo spunto di questo post è fornito da un fatto di cronaca di questi giorni.
Il titolare di una piccola vigna dopo aver praticamente invitato a casa sua parenti e amici per fare una vendemmia, è stato multato perché avrebbe sfruttato manodopera per conseguire un risultato economico.
Cioè in pratica avrebbe dovuto assumere i suoi parenti e amici. Non scherzo, non è Lercio. E’ un fatto accaduto.
Inutile dire che è assai probabile che, a scanso di ogni chiacchiera populistica, il tizio verrà assolto perché la sanzione è basata su un principio così farsescamente assurdo che persino Chiamparino ha fatto intendere che si muoverà e Chiamparino è una persona seria (uno dei pochi del PD).
Così come può anche darsi che tra qualche giorno salti fuori che effettivamente ci sia qualche magagna ad autorizzare provvedimenti che sembrano all’apparenza demenziali.
Ma quanto accaduto è emblematico dello stato in cui è ridotta la società italiana, cioè ad un complesso di regole demenziali che aldilà del fatto di rendere la vita delle persone una prigione (cosa contro la quale gli italiani sono riusciti ad elaborare efficaci anticorpi) l’altro effetto che producono è di rendere l’Italia un paese non competitivo e soprattutto incapace di costruire un solido distretto di imprenditori in grado di mandare avanti un paese.

 

La prima cosa che c’è da rendersi conto è che la demenzialità ad alti livelli non è mai demenziale.
Capire che le nostre leggi risalgono ad una Costituzione scritta sotto dettatura degli USA e dell’URSS (anche se la storiografia ci dice che la Costituzione l’hanno scritta De Gasperi e Togliatti lol), aiuta a capire quale sia lo scopo di tali leggi, impedire che l’Italia costruisca un solito ed autonomo distretto industriale, capace di essere competitivo nel mondo e soprattutto autonomo.
Del resto è noto che chiunque, da Mattei a Berlusconi, passando per Craxi, abbia provato a dare un’autonomia all’Italia, sia saltato per aria.

 

Quanto poco vogliano da fuori che l’Italia faccia certe riforme tali da potenziarla, e in generale quale sia la strategia effettiva, mi fu chiaro in due momenti precisi, ossia quando avvennero due fatti, uno pubblico e uno privato.
Il fatto pubblico fu la copertina dell’Economist all’indomani della vittoria di Berlusconi nel 2001, “Unfit to lead”, inadatto a governare.
Ora, cosa portasse un quotidiano teoricamente di ispirazione liberale ad infangare *L’UNICO* politico italiano disposto a spostare il paese verso una cultura maggiormente liberale e imprenditoriale, avendo come avversari non un altro liberale come poteva essere una Thatcher italiana (e lì ci poteva pure stare un’ostilità) bensì gli eredi del comunismo tanto deprecato dagli USA, era di una demenzialità per me misteriosa.
Se poi alla demenzialità di base ci aggiungi le motivazioni pretestuose, ossia i problemi giudiziari di Berlusconi (quando tutto il mondo sa benissimo come sia facilissimo cadere in Italia nelle maglie della giustizia e infatti siamo uno dei paesi che attrae meno investimenti esteri) e il suo conflitto di interessi (detto dal quotidiano di un paese che del conflitto di interessi ha fatto la sua ragione di vita) ecco che la demenzialità sale alle stelle.
Ma fin lì (ero giovane) ripiegai nel rasoio di Occam ossia che i giornalisti erano semplicemente incompetenti.

 

Il fatto personale fu quando io misi un annuncio personale su Elance (primo sito al mondo dedicato al reperimento di personale lavorativo online) per alcuni professionisti che mi servivano per il social network che sono vicino a lanciare online.
La cosa curiosa che accadde fu che quando io scrissi l’annuncio, tra le tante risposte che io ricevetti, ve ne fu una stranissima, ossia un tale che senza minimamente mostrare interesse al tipo di lavoro che richiedevo, iniziò a farmi un sacco di complimenti per il tipo di progetto che avevo in mente che, secondo lui, avrebbe sfondato alla grande.
Ai miei ringraziamenti, egli aggiunse che però “era il caso che io questo progetto non lo facessi in Italia” perché “In Italia fanno di tutto per non farti lavorare, incontreresti un sacco di persone pronte a farti la pelle, vedi quello che è successo a Berlusconi, invece porta il tuo progetto negli USA e vedrai che avrai un grande successo”.
La cosa che mi insospettiva era che questo tizio, nonostante non parlasse italiano (e questo non facesse presagire dunque una conoscenza del sistema Italia) sembrava tuttavia conoscerlo alla perfezione e per giunta mise pure in mezzo persone come i Ligresti, vicende come l’ILVA, come il caso di Finmeccanica, tutte storie che, diversamente dalla vicenda Berlusconi, non erano certo note ai media fuori dai confini italiani.
Il tizio dunque doveva essere una persona molto ma molto informata sulla realtà italiana.
Mi fu cioè immediatamente chiara la natura “mafiosa” di quel consiglio; mi sembrava la scena, avete presente di “Così parlò Bellavista” quando il genero di Bellavista si vede recapitare un foglietto con scritto “Basta col racket, vi proteggeremo contro questo fenomeno” e il genero ingenuotto dice alla moglie “Hai visto? Finalmente lo Stato c’è” e un camorrista che è nei pressi “Ma quale protezione! Chesta è a camorra!”.
Decisi di fare delle indagini, mettendo in mezzo anche alcune conoscenze, in modo da capire chi fosse questo tizio e scoprii che era legato alla CIA e ad NSA.
E tutto mi fu chiaro. Questo tizio, probabilmente incaricato dalla CIA, mi minacciava che se avessi tenuto la mia attività in Italia, pagando quindi tasse all’Italia, io avrei avuto grossi problemi: magari gli stessi che “casualmente” hanno tanti imprenditori italiani che “casualmente” pagano tasse italiane.
Naturalmente, io ero uno dei tantissimi, ma se la cosa la moltiplichi per tutte le persone che hanno ricevuto lo stesso contatto (e sicuramente sarà stato così) ecco che le proporzioni aumentano di conseguenza.

 

In quel momento io ebbi un’illuminazione: per me fu come veder calato il velo su 70 anni della storia d’Italia e fu un durissimo colpo perché io, che fino a quel momento ero sempre stato atlantista, sia pure col naso turato, ma sempre disposto a giustificare gli USA, mi trovai a scoprire che gli USA in realtà non sono nostri alleati ma nostri nemici.
Perché signori, voi potete dirmi quel che volete, che io sia complottista, che io sia un paranoico.
Ma quando voi vedete una nazione che trama contro di voi per impoverirvi, che consente che un sicario come Soros vada in giro a speculare sulla vostra moneta e poi chiamato a renderne conto vi risponde plasticamente “Perchè mi conveniva” e poi vedete che questo tizio finanzia apertamente primavere arabe, ucraine, turche e via discorrendo, questa per me è una NAZIONE NEMICA.

 

Non è complottismo, è logica.
E chi ragiona ha ragione.
Tutto fu collegato. Collegai la mafia, la camorra, la ndrangheta, di cui TUTTI i quotidiani stranieri dei paesi non allineati all’asse atlantico sospettano che i principali esponenti siano in realtà legati a doppio filo con la CIA.
Né del resto è complottismo ma sono fatti provati che la CIA sia implicata nel traffico di droga mondiale e nel conseguente riciclaggio del denaro sporco nell’economia dei singoli paesi che aprono loro le porte (Falcone e Borsellino sono morti proprio per questa ragione, perché sapevano)
E lo collegai col pizzo che *guarda caso* tantissime aziende italiane, che potrebbero fare il bene dell’Italia, si trovano a subire.
Mi furono chiare le inchieste contro quelle aziende che rappresentano i principali asset della sovranità economica italiana.
Mi furono chiare le pressioni di Obama perché FIAT andasse negli USA (a rilevare un’azienda decotta come la Chrysler quando da anni ormai gli USA hanno virato verso le Google Car).
Oggi, vedendo la sorte toccata alla Volskwagen (e la prossima sarà la BMW) capiamo perché Marchionne abbia fatto bene, dal suo punto di vista, ad andarsene dall’Italia.

 

In buona sostanza, queste due vicende, quella dell’Economist e la mia vicenda personale, mi hanno calato il velo che io avevo.
Mi hanno fatto capire che la demenzialità di certe cose ha un solo scopo: spaventare gli italiani, impedirgli di intraprendere nuove imprese.

 

La stessa vicenda di Berlusconi è emblematica in tal senso.
Io non discuto affatto che Berlusconi sia un personaggio alquanto dubbio e con un senso molto personale dell’etica e, vi svelo una notizia, persino quelli che lo votano lo sanno.
Il discorso è che a fronte di ciò che Berlusconi avrebbe, con i suoi reati, tolto al sistema Italia, c’è anche ciò che ha dato. E sono ben 10 miliardi di euro.
Non è possibile che la politica italiana sia stata così demenziale da non rendersi conto che la vicenda Berlusconi non poteva essere affrontata con il piglio giustizialista di chi “aveva violato la legge e poiché la legge è uguale per tutti, allora Berlusconi deve pagare come tutti”.
No imbecille, tu non sei uguale ad un uomo che ha creato un’impresa che ha dato, tra se stessa e l’indotto, miliardi di euro di tasse e creato decine di migliaia di posti di lavoro.
Ma la vicenda di Berlusconi è emblematica anche per il tipo di paura che ha generato in persone che non hanno avuto il suo stesso coraggio: e che magari dinnanzi alla prospettiva di creare un’impresa, magari forte e ricca, desistono perchè non vogliono ritrovarsi infangate e distrutte.
O magari scappano all’estero.
Vi sorge mai il sospetto che ai paesi stranieri faccia comodo ritrovarsi in casa il meglio delle intelligenze italiane?

 

Poi vedi che Berlusconi ha una grande impresa che paga tasse italiane e vedi che Sky bombarda in tutti i modi le sue tv con le inchieste contro Berlusconi. Poi scopri che Murdoch vuole comprare Mediaset, Sky ha sede legale negli USA (e all’Italia paga 3-4 milioni di euro di tasse) e diciamo che ti viene il sospetto che certe inchieste giudiziarie contro Berlusconi siano appoggiate dagli USA, ben sapendo che ci sono loro anche dietro Tangentopoli.
Come ti viene il sospetto nel vedere che dalla ridicola vicenda di Finmeccanica ad avvantaggiarsi non è stata “la legalità” ma un’azienda francese che così ha scippato importanti quote di mercato all’Italia.
Poi casomai vedi che il mercato del web e Internet è DOMINATO da aziende americane (che all’erario italiano pagano cifre MISERE) e lo colleghi alla minaccia che tu hai ricevuto su Elance; Elance che, nota a margine, è stata fondata da un italiano. Attenzione, non da un italoamericano ma da uno che fino a 20 anni viveva a Firenze.
Ok, in Italia non nascono grandi imprese perché c’è una legislazione sfavorevole e una giustizia lenta e pachidermica e una burocrazia asfissiante.
E tu Stati Uniti cosa fai? Dai tuoi giornali tuoni contro l’unico leader politico italiano che almeno *a parole* (e a quei tempi avevi a disposizione solo le parole) si proponeva di risolvere la situazione?
Tu Stati Uniti, che finanzi primavere arabe e complotti giudiziari attraverso i tuoi sgherri, non fai nulla per proteggere Berlusconi dai suoi problemi?
E poi magari ti lamenti pure perché Berlusconi faccia culo e camicia con Putin?

 

Quando poi vedi i mezzi di comunicazione strombazzare le multe all’artigiano e all’imprenditore, multe salatissime, che costringono un’impresa a chiudersi, l’imprenditore a finire in mezzo ad una strada, quando vedi che Monti fa in modo che la Guardia di Finanza vada a spaventare imprenditori e commercianti a Cortina (quando sarebbe bastato che incrociasse i dati delle macchine che entravano a Cortina con la dichiarazione dei redditi) tutto si fa chiaro e ti fa giungere ad una conclusione.
Che la legislazione demenziale italiana è demenziale perché si vuole che sia tale.
Perché se in Italia fosse possibile aprire un social network, una grande azienda di telefonia mobile, un grande motore di ricerca, capace di affermarsi a livello mondiale, forse gli USA non sarebbero così dominanti come lo sono adesso.
A meno che qualcuno non voglia dirci, con supporto scientifico, che gli italiani sono una razza inferiore, cosa a cui non credo.
Infatti Elance è stata fondata da un italiano.

 

E qui non è complottismo, è logica.
Nessuno favorirebbe mai un suo avversario.
Tranne che nel mondo fatato di quelli che non hanno capito il giochino degli USA.
Che è quello di volere sì il libero mercato: ma non il TUO libero mercato ma il LORO.
E di colpire tutte quelle aziende che siano competitive laddove LORO vogliono essere competitivi.
Questo è il giochino degli USA, l’unico; e che si è visto in Russia prima che arrivasse Putin a fermarlo.
Anche se il sospetto è che l’abbiano capito anche in Italia ma che siano troppo codardi per trarne delle conseguenze.
E allora tenetevi le multe salate all’artigiano disgraziato, tenetevi Real Time e Sky che all’erario non danno niente.
Però state lontano da me ogni volta che mi parlate di crisi.
Perchè dove state state, una sputazzata in faccia non ve la toglie nessuno.

Perché QUESTA è la crisi.

 

Franco Marino

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