10 agosto 2014 - 14:19 pm Pubblicato da

“La crisi del clima ci offre la possibilità di vivere quello che poche generazioni hanno avuto il privilegio di conoscere: un obiettivo generazionale; l’euforia di un irresistibile dovere morale; una causa comune; l’emozione di essere costretti dalle circostanze a mettere da parte l’egoismo e le rivalità che hanno tanto spesso soffocato l’anelito dell’uomo verso l’infinito; l’opportunità di risorgere…Quando ce la faremo, sarà una vera e propria epifania e scopriremo che questa non è una questione politica. È una sfida morale e spirituale…La comprensione che ne guadagneremo – su quello che siamo davvero – ci darà la capacità morale di affrontare altre sfide analoghe che hanno disperatamente bisogno di essere ridefinite come imperativi morali: l’HIV/AIDS e altre pandemie che fanno milioni di vittime; la fame nel mondo; la ridistribuzione della ricchezza del globo tra poveri e ricchi…”
Al Gore, “La Scelta”, 2009

Le parole di Al Gore sono condivisibili indipendentemente dalla credibilità (nulla) del personaggio e potrebbero riassumere la “mission” di Homo Sapiens Hibernus (HSH), un forum che si pone su posizioni antitetiche rispetto a quelle di Gore sul mutamento climatico.

L’espressione brusco mutamento climatico fa riferimento a un marcato cambiamento del clima che persiste per anni e a volte secoli, con sensibili variazioni delle temperature medie e fenomeni atmosferici, su una vasta area o sull’intero pianeta, che si manifesta così rapidamente (anche nel giro di 3-5 anni) e “inaspettatamente” che la natura e la civiltà umana incontrano considerevoli difficoltà di adattamento.
Sarebbe sbagliato accettare questi eventi fatalisticamente, così come sarebbe sbagliato minimizzare la possibilità che si verifichino, tenuto conto della loro relativa frequenza. La miglior maniera per essere all’altezza di una tale sfida è una diffusa consapevolezza tra la popolazione di cosa sta succedendo, delle cause e delle possibilità che si profilano. L’ignoranza ci espone ad ogni sorta di complicazione e pericolo, la conoscenza condivisa ci aiuta a ridurre le nostre vulnerabilità accrescendo le nostra prospettive di adattamento.
HSH non ha la pretesa di vedere il futuro. Il sistema solare è troppo complesso per pensare di prevedere quel che accadrà e lo stesso vale per il nostro pianeta, come si sono accorti i serristi. Un pregiudizio uniformitarista ci induce a credere che il futuro non possa essere che una riproposizione del passato, con qualche variazione significativa, ma non completamente imprevedibile. Il fatto è che noi conosciamo davvero molto poco il passato e non possiamo escludere che Terra e Sole stiano evolvendo e quindi possano comportarsi in modo del tutto anomalo, ai nostri occhi. Ogni giorno esce un nuovo articolo che documenta lo sbalordimento degli scienziati di fronte a un evento inatteso.
Il passato ci offre indicazioni, ma non è una mappa per il futuro. Saranno le future generazioni a disegnare la mappa del nostro tempo e degli anni a venire. Noi di HSH ci limiteremo a presentare degli scenari più o meno plausibili, fondati, per quanto possibile, su studi empirici e dati reali, non su modelli o pregiudizi. Il forum servirà a discuterli e a sensibilizzare una popolazione che, a breve, sarà costretta ad abbandonare la rotta AGW e a navigare a vista.

Stefano Fait

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